Caravaggio e il barocco a Napoli

Tre grandi Capolavori di Caravaggio sono conservati a Napoli in altrettanti luoghi splendidi della città

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Michelangelo Merisi, meglio noto come Caravaggio, ha trascorso a Napoli alcuni degli ultimi anni della sua esistenza e della sua carriera, lasciando in città opere di grande pregio e influenzando profondamente la scena pittorica napoletana del Seicento.

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La fuga da Roma e l'arrivo a Napoli

A un certo punto della sua parabola umana e artistica, Caravaggio si ritrovò sul collo una condanna gravissima. Durante una violenta lite scoppiata nel mezzo di partita di pallacorda, era stato ammazzato un certo Ranuccio Tomassoni, sensale e traffichino piuttosto conosciuto nella Roma dei primi del '600, ma anche figlio di un alto ufficiale dello Stato Pontificio.

La responsabilità dell'omicidio ricadde appunto su Caravaggio, che aveva precedenti violenti con la vittima e che per questo delitto fu condannato a morte per decapitazione. La sentenza poteva essere eseguita seduta stante da chiunque si fosse imbattuto nel pittore fuggiasco, che decise a questo punto di riparare a Napoli, dove arrivò nel settembre del 1606 per poi fare ritorno una seconda volta nel 1609, dopo un soggiorno in Sicilia e sull’isola di Malta.

Caravaggio a Napoli

Nei Quartieri Spagnoli di Napoli, il pittore non trovò solo la protezione dei Carafa e un riparo per la sua latitanza, ma anche un ambiente fertile per la sua produzione artistica. Qui Caravaggio ricevette molte commissioni importanti e apprezzamenti per il suo lavoro, arrivando a modificare per sempre la scena artistica della città e realizzando numerose opere importanti, di cui solo tre sono rimaste a Napoli fino ai giorni nostri: la Flagellazione di Cristo, le Sette Opere di Misericordia e il Martirio di Sant'Orsola. Tutte le opere del suo periodo napoletano sono intense, drammatiche e caratterizzate da un forte contrasto tra luci e ombre, sfondi scuri e personaggi di strada.

La Flagellazione di Cristo

La Flagellazione di Cristo è un grande dipinto a olio realizzato da Caravaggio tra il 1607 e il 1608 e conservato nella sala 77 del Museo Nazionale di Capodimonte a Napoli. Gli fu commissionato da Tommaso de Franchis per la cappella di famiglia nella Chiesa di San Domenico Maggiore e l'artista cercò di mantenere uno schema abbastanza tradizionale per soddisfare il committente, con la figura di Cristo legato a una colonna e col capo reclinato dopo l'incoronazione di spine.

Come in molte delle opere di Caravaggio, anche in questa grande tela napoletana la luce recita un ruolo da protagonista, andando a investire, proprio al centro della scena, il corpo martirizzato di Cristo legato alla colonna, che spicca sul buio dello sfondo e sull'ombra in cui quasi si nascondono i suoi aguzzini. Una scena drammatica ed emozionante, in perfetto stile caravaggesco.

Curiosità: l'artista ha avuto molti ripensamenti per quanto riguarda la parte inferiore della tela, dove sono individuabili correzioni e modifiche, forse per accontentare la committenza.

La Flagellazione di Cristo può essere ammirata visitando il Museo Nazionale di Capodimonte, allestito nell'omonima Reggia su una delle colline della città.

Informazioni per la visita:

Orari di apertura: Tutti i giorni tranne il mercoledì, dalle 8:30 alle 19:30. Chiuso anche il 1 gennaio e il 25 dicembre.
Biglietti: 12 € intero, 2 € per i giovani di età compresa tra 18 e 25, gratuito per i minori di 18 anni.
Come arrivare: bus 168 e 178 (fermata Porta Piccola); bus C63 (fermata Porta Grande); bus 604 (fermata Viale Colli Aminei), oppure Shuttle Capodimonte da piazza Trieste e Trento.

Acquista il biglietto per ammirare la Flagellazione di Cristo del Caravaggio

Sette Opere di Misericordia

Allo stesso primo periodo napoletano risale un'altra opera che fu commissionata a Caravaggio dalla Congregazione del Pio Monte della Misericordia, a cui apparteneva anche Luigi Carafa-Colonna, membro della famiglia che aveva protetto la fuga del pittore da Roma.

Il quadro ritrae, in perfetto stile caravaggesco, le Sette opere della Misericordia ed è tuttora conservata presso la chiesa del Pio Monte della Misericordia di Napoli. Anche in questo caso, i personaggi emergono dalla profonda oscurità e si muovono sulla scena con grande realismo e intensità, in una rappresentazione intensa e drammatica.

Come visitare il Pio Monte della Misericordia

Orari di apertura: dal lunedì al sabato dalle 10 alle 10 e la domenica dalle 9:30 alle 14:30.
Biglietti: intero 8 €, ridotto fino a 25 anni 6€. Oltre all'opera di Caravaggio, è possibile vivere un'esperienza di realtà aumentata con un visore 3d (10 € oltre al biglietto).
Come arrivare: Metropolitana Dante Linea 1 o Cavour Linea 2.

Prenota il biglietto del Pio Monte della Misericordia di Napoli

Il ritorno a Napoli e il Martirio di sant'Orsola

Si tratta dell'ultima opera conosciuta di Caravaggio, realizzata in fretta e furia nel 1610 prima della partenza per Porto Ercole, dove l'artista, invece della sperata grazia pontificia, incontrò la morte.

Curiosità: Per anni, il ''Martirio di sant'Orsola era stato attribuito per errore al pittore Mattia Preti, ma il ritrovamento di una lettera del 1610 ne ha chiarito definitivamente la paternità e la commissione da parte del banchiere genovese Marcantonio Doria.

Il dipinto si trova attualmente presso le Gallerie d'Italia di Napoli in Via Toledo 177, nell'edificio che ospita la sede storica del Banco di Napoli.

Orari di apertura: da martedì a venerdì dalle 10:00 alle 19.00, sabato e domenica dalle 10:00 alle 20:00, lunedì chiuso.
Biglietti: 7 € intero, 4 € over 65, gratuito sotto i 18 anni. Gratuito per tutti ogni prima domenica del mese.

Tra le altre numerose opere di Caravaggio realizzate a Napoli e conservate ora in alcuni dei più importanti musei del mondo ci sono Salomè con la testa del Battista, una Crocifissione di Sant'Andrea e di una famosa Madonna del Rosario del Kunsthistorisches museum.

Caravaggio e il barocco napoletano

La presenza di Caravaggio a Napoli ha avuto una forte influenza sulla scena artistica della città, portando alla formazione di una corrente di ispirazione caravaggesca con nomi di spicco come Battistello Caracciolo, Massimo Stanzione, Jusepe de Ribera, Bernardo Cavallino, Artemisia Gentileschi e lo stesso Mattia Preti, oltre al celebre Luca Giordano.

Molti dei musei e delle chiese barocche del centro storico di Napoli ospitano tele e altre opere d'arte dell'epoca. Se vuoi avere un'esperienza completa del barocco napoletano, non perderti la chiesa del Gesù Nuovo, in pieno centro storico, la Certosa di San Martino, la Cappella del Tesoro di San Gennaro all'interno del Duomo e soprattutto la Cappella Sansevero, che ospita il celeberrimo Cristo Velato.

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