Castel Nuovo (Maschio Angioino)

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Il castello più iconico di Napoli

Castel Nuovo (Maschio Angioino)
Castel Nuovo (Maschio Angioino)

Castel Nuovo, che tutti in città chiamano Maschio Angioino, è un castello medievale situato a Napoli. Costruito nel 1279, fu la sede dei Re di Napoli fino al XVI secolo. Oggi il castello, che domina lo spazio tra il mare e la centralissima Piazza Municipio, è un museo e una delle attrazioni turistiche più popolari della città.

I visitatori possono esplorare i tre cortili, le mura difensive e le torri del castello, nonché la Sala dei Baroni, la Cappella di San Giovanni e la Cappella Palatina. Il castello ospita anche numerose collezioni d'arte, tra cui dipinti di maestri italiani come Battistello Caracciolo e Luca Giordano. Con la sua ricca storia e l'abbondanza di tesori artistici e architettonici, il Maschio Angioino è una tappa obbligata per chi visita Napoli.

Il nome con cui è noto il castello deriva dalla parola maschio, o mastio, che in antichità indicava la torre principale di una fortezza. L'aggettivo “angioino”, invece, si riferisce alla dinastia che ha avviato la costruzione del castello.

La storia di Castel Nuovo

Il nucleo più antico della fortezza fu costruito da Carlo I d’Angiò a partire dal 1279, dopo la sconfitta degli Svevi e il trasferimento a Napoli della capitale del Regno di Sicilia. Nel corso dei secoli, il castello è stato ampliato e ristrutturato più volte, in particolare dal re Alfonso V d'Aragona nel XV secolo e da Carlo III di Borbone, nella prima metà del 1700.

Durante la sua storia, il Maschio Angioino è stato la cornice di eventi molto importanti, come la famosa abdicazione di papa Celestino V, che il 13 dicembre del 1294 lasciò il seggio pontificio proprio dalla sala maggiore di Castel Nuovo. Nelle sale della fortezza napoletana hanno alloggiato anche personaggi come Giovanni Boccaccio e Francesco Petrarca, oltre a Giotto, chiamato per affrescare la Cappella Palatina.

La Congiura dei Baroni

Nel XV secolo, dopo l'insediamento degli Aragonesi sul trono del Regno di Napoli e l'avvio, da parte del re Ferdinando I, di un'opera di modernizzazione del regno, di riforma fiscale e superamento del feudalesimo, i potenti baroni organizzarono una dura rivolta che si concluse nel sangue proprio a Castel Nuovo, nel 1487.

Fu lo stesso re Ferdinando, o Ferrante d'Aragona, a convocare i baroni nella sala del trono, col pretesto di voler celebrare le nozze di sua nipote. Si trattava invece di una trappola: i nobili furono arrestati e messi a morte, e ora quella sala, una delle più belle del Maschio Angioino, è nota proprio come Sala dei Baroni.

Cosa vedere al Maschio Angioino

Il Maschio Angioino è uno dei luoghi più iconici di Napoli. Oggi ospita un museo ricco di arte e manufatti della Napoli medievale e rinascimentale, ma i visitatori possono anche godere di una vista mozzafiato della città dai bastioni del castello. Castel Nuovo, insomma, è una tappa obbligata per chi visita Napoli.

L'arco trionfale

L'arco trionfale di marmo che si trova all'ingresso del Castel Nuovo fu fatto realizzare dal re Alfonso I d'Aragona.

L'opera è ornata da sculture di pregio del rinascimento napoletano, realizzate da Francesco Laurana e da altri artisti di diversa provenienza.

La Cappella Palatina

La Cappella Palatina, o chiesa di San Sebastiano o di Santa Barbara, è l'unico elemento superstite del castello angioino trecentesco, anche se nei secoli ha subito molte trasformazioni, danneggiamenti e restauri.

Nella Cappella si possono ammirare affreschi di Maso di Banco e un ciborio di Iacopo della Pila, della fine del Quattrocento. Da non perdere anche le pregevoli sculture di Francesco Laurana e altre opere del Rinascimento Napoletano.

L'interno della Cappella Palatina era stato affrescato anche da Giotto attorno al 1330, con scene del Vecchio e Nuovo Testamento, ma questo ciclo d'affreschi è stato quasi completamente distrutto all'epoca del vicereame spagnolo.

La Sala dei Baroni

La Sala dei Baroni, inizialmente chiamata "Sala del Trono", è la sala principale del Maschio Angioino e fu fatta realizzare per volere del re Roberto d'Angiò. Oltre che per la sanguinosa vicenda a cui deve il suo nome attuale, la sala è famosa per la splendida volta a creste e vele.

Le prigioni e la leggenda del coccodrillo

Secondo un'antica leggenda, i prigionieri incatenati nelle segrete del castello, che venivano usate anche come deposito del grano, erano soggetti a misteriose sparizioni. Nel tempo si scoprì che il responsabile era un coccodrillo che penetrava da un'apertura nel sotterraneo e trascinava in mare i detenuti per una gamba. La scoperta consentì al re di sfruttare il grosso rettile per quei condannati che si volevano mandare a morte senza troppo scalpore. Le sorti del coccodrillo, alla fine, non furono migliori delle sue vittime: secondo la leggenda, l'animale fu catturato usando come esca una coscia di cavallo avvelenata. Il coccodrillo più famoso di Napoli fu impagliato e appeso alla porta d'ingresso del castello.

Il Museo Civico

Negli spazi del Maschio Angioino è ospitato un Museo Civico inaugurato nel 1990. Il percorso di visita include la Cappella Palatina e la Sala dell'Armeria, fino ad arrivare al primo e secondo livello della fortezza, dove sono esposti affreschi e dipinti. Nelle sale del museo è possibile ammirare opere di artisti importanti del Rinascimento e del Barocco napoletano, come Battistello Caracciolo, Luca Giordano, Francesco Solimena e Mattia Preti.

Dove si trova il Castel Nuovo e come raggiungerlo

Il Castel Nuovo - Maschio Angioino si trova al centro di Napoli, in piazza Municipio. La fortezza sorge a poca distanza dal porto di Napoli, in particolare dal terminal delle crociere e dal molo Beverello, da cui partono gli aliscafi per Capri e le altre isole del Golfo di Napoli. Poco lontano si trovano anche Piazza del Plebiscito, il Teatro San Carlo e il Palazzo Reale.

La fortezza è facilmente raggiungibile con la linea 1 della Metropolitana, scendendo alla fermata Municipio. Per chi arriva dal porto di Napoli è possibile raggiungere i Maschio Angioino con una passeggiata di pochi minuti.

Le navi romane ritrovate sotto il Maschio Angioino

In epoca greco-romana la linea di costa era più avanzata rispetto a quella attuale e il mare lambiva la zona dove ora sorge il castello. Durante i lavori per la costruzione della stazione metro di Piazza Municipio è stato ritrovato il porto dell'antica Neapolis con cinque navi romane che servivano probabilmente a trasportare merci e alimenti. Le barche dovrebbero risalire alla fine del II secolo e agli inizi del III secolo d.C. e sono ottimamente conservate. Alcuni dei reperti possono essere ammirati nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Come visitare il Maschio Angioino

L'ingresso al Maschio Angioino è a pagamento. Per visitarlo è necessario prenotare anticipatamente sul sito ufficiale del Comune di Napoli.

Orari di apertura

Il castello è aperto dal lunedì al sabato dalle 8:30 alle 18:30. Chiuso la domenica.

Biglietti d'ingresso

Intero: 6 €
Gratuito: minori di anni 18 e ultrasessantenni.